“Tunisi, taxi solo andata” , il nuovo romanzo di Ilaria Guidantoni

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“A proposito, tu perché sei qui?  Per cercare di capire. Sono annoiata dall’Europa, disgustata dalla sua autoreferenzialità. La sua mancanza di curiosità verso il Mediterraneo  mi irrita. Voglio ascoltare nuove voci”.

Risponde cosi Sophie, la protagonista di “Tunisi, taxi solo andata” , il primo romanzo scritto sulla rivoluzione dei Gelsomini da Ilaria Guidantoni,  a chi le chiede cosa ci faccia nella capitale tunisina in pieno agosto. Un racconto di viaggio insolito, per le strade di Tunisi, a bordo di un taxi durante la rivoluzione dei Gelsomini tra anarchia, paura e incertezza sul domani di un Paese e della sua popolazione. Il Paese da cui non sarebbe partita mai una rivolta, racconta la giornalista, che ieri a Roma a presentato il suo libro, giunto in questi giorni nelle librerie. Sophie, una donna di origini francesi, è il suo alterego. Un escamotage narrativo utilizzato per descrivere i momenti  più difficili della rivoluzione.

“Pur essendo un romanzo, le interviste sono tutte vere” sottolinea la Guidantoni. Sono le interviste fatte da lei stessi nei suoi ripetuti viaggi nel Paese magrebino prima, durante e dopo la rivoluzione. “I tassisti” ricorda “ erano considerati sotto il regime di Ben Ali, informatori privilegiati del governo e perciò considerati con differenza.

In questo particolare viaggio, la protagonista si imbatte in uomini politici come i leader dell’opposizione Marzouki o artisti e attori che hanno fatto da cassa di risonanza alle rivendicazioni del popolo e, naturalmente, tanti tassisti, cittadini comuni con i loro personali punti di vista sugli eventi  a cui assistono in diretta.